Nei sei mesi trascorsi dall’inizio della guerra in Iran, il solare ha permesso all’Europa di evitare oltre 30 miliardi di euro di importazioni di gas.

A stimarlo è SolarPower Europe, che aggiorna sensibilmente al rialzo i dati diffusi a metà luglio, quando il risparmio accumulato dall’inizio del conflitto era stimato in 20 miliardi di euro: in circa un mese e mezzo il beneficio economico attribuito alla produzione fotovoltaica è quindi aumentato di oltre 10 miliardi.

L’accelerazione è arrivata durante l’estate, grazie alla maggiore disponibilità di produzione solare e, contemporaneamente, all’aumento dei prezzi dei combustibili fossili. Un contributo diventato ancora più rilevante durante le ondate di calore e la siccità che hanno colpito l’Europa.

Le temperature elevate hanno infatti ridotto l’efficienza di alcune centrali termoelettriche, provocandone in alcuni casi lo stop. Il calo dei livelli dei bacini ha limitato la produzione idroelettrica, mentre la minore disponibilità di acqua per il raffreddamento ha penalizzato anche il nucleare.

Allo stesso tempo, il caldo estremo ha fatto aumentare la domanda di elettricità per la climatizzazione, contribuendo ai picchi dei prezzi dell’energia e aumentando i costi sostenuti da famiglie e imprese.