Dopo aver evitato la vendita forzata di Chrome, Google schiva anche lo spezzatino delle attività pubblicitarie.
Il 2 settembre 2026 un giudice dello Stato americano della Virginia ha infatti respinto la richiesta di smembramento avanzata dal Dipartimento di Giustizia (Doj).
Per Alphabet (la casa madre di Google) si tratta della seconda vittoria in meno di un anno contro il Doj, promotore di due procedimenti per monopolio illecito nelle ricerche e nella pubblicità online a carico del colosso di Mountain View.
Il processo sulla pubblicità online Nello specifico, la causa per monopolio illegale in campo pubblicitario era iniziato a settembre 2025 in Virginia.
Il Doj chiedeva la cessione della piattaforma Google Ad Exchange (AdX), attraverso la quale Alphabet mette in contatto gli editori online con gli inserzionisti tramite un sistema di aste in tempo reale, al fine di ripristinare la concorrenza nel settore.










