Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

3 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:08

Una sentenza storica scuote la Silicon Valley e fa tirare un sospiro di sollievo a Google. Il giudice federale Amit Mehta ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di “spezzare” Google, permettendo all’azienda di mantenere il controllo su asset strategici come il sistema operativo Android e il browser Chrome. La decisione, arrivata dopo anni di indagini e un processo che ha riconosciuto Google come monopolista nel settore della ricerca online, segna la prima sentenza di rilievo nell’era moderna di internet e la più significativa dal caso Microsoft di vent’anni fa.

La decisione del giudice Mehta, vista come un “primo manuale” per i tribunali che si stanno occupando di altri giganti del settore tech, offre una soluzione più moderata rispetto alle richieste del governo. Se da un lato Google non sarà costretta a cedere le sue piattaforme chiave, dall’altro dovrà rispettare nuove regole. In particolare, le è fatto divieto di stipulare accordi di distribuzione esclusivi e dovrà condividere alcuni dati con le aziende rivali. Per esempio una parte dell’indice di ricerca che Google crea scansionando il web e informazioni sulle interazioni degli utenti. L’obiettivo è aiutare concorrenti come Bing, DuckDuckGo e aziende di intelligenza artificiale come OpenAI a sviluppare prodotti competitivi.