Guardare poco più di ottant’anni di red carpet veneziani significa molto più che sfogliare un album di acconciature, rossetti e make-up. Significa osservare come, decade dopo decade, sia cambiato il modo di intendere la bellezza. Oggi la parola d’ordine nel mondo beauty sembra essere naturalezza, semplicità, autenticità. Ma non è sempre stato così. Il Festival di Venezia è stato, anche attraverso il beauty, lo specchio dei suoi tempi. Ecco allora i look beauty più memorabili che hanno fatto la storia della Mostra e raccontato, attraverso capelli e make-up, l’evoluzione della bellezza sul red carpet.
Le dive del Novecento: quando l’artificio era parte del fascino
Nelle prime edizioni della Mostra, la bellezza non aveva alcuna intenzione di sembrare naturale. Al contrario, l’artificio era parte del rituale. Sophia Loren, nel 1955, arriva al Lido con capelli voluminosi, sopracciglia perfettamente disegnate ed eyeliner grafico. Tutto è studiato, preciso, teatrale. Maria Callas, nel 1957, sceglie uno chignon esuberante e un rossetto rosso pieno, capace di amplificare la sua presenza scenica. Ultima, ma non meno importante, Claudia Cardinale, nel 1967, porta sul red carpet la piega bombée e l’eyeliner felino, trasformandoli in una sorta di uniforme della diva italiana. Sono gli anni dell’eccesso, della presenza scenica e dei volumi importanti come simboli di eleganza. La cura non deve essere invisibile: deve vedersi.












