"Quando gli americani la smetteranno di fare meme, di lanciare frecciatine, di provare a fare i duri e cominceranno a trattare seriamente potremo ricominciare a discutere". La battuta con cui Matt Carney torna sul fallimento dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti abbandona i toni pacati della diplomazia e segna un passaggio di qualità nel suo confronto, ormai anche personale, con Donald Trump. La comunicazione della Casa Bianca, sempre più fatta di provocazioni e slogan urlati, ha da tempo definito le regole d'ingaggio e il primo ministero canadese è il primo alleato ad accettare di scontrarsi con il tycoon in modo così esplicito. Anche sul piano di comunicativo.La questione, oltre che di registro, è di sostanza. Il riferimento di Carney è alla decisione, dello scorso venerdì, di ritirare la squadra di negoziatori canadesi a mezz'ora dall'entrata in vigore un nuovo pacchetto di dazi americani su merci per 20 miliardi di dollari, dopo colloqui durati giorni che, secondo Ottawa, sarebbero falliti per la poca serietà dimostrata dai funzionari di Trump. "Non è costruttivo, ma questa è la loro democrazia", la chiosa affidata da Carney ai cronisti dopo il fallimento delle trattative.La scelta di rispondere "dollaro per dollaro" alle mosse di Washington sembra pagare anche sul piano elettorale. I sondaggi mostrano che i canadesi stanno apprezzando la fermezza con cui Carney gestisce i rapporti con gli Usa e, in particolare, il modo con cui sta rispondendo alle provocazioni di Trump. Ieri – martedì 1 settembre – il leader del Partito liberale canadese ha festeggiato l'elezione dei propri candidati in Quebec, British Columbia e Toronto nelle elezioni federali suppletive per assegnare tre seggi vacanti alla Camera dei comuni. La vittoria in Quebec è particolarmente significativa perchè arriva dopo otto anni di dominio del Partito conservatore nella regione."In questo momento cruciale per il Canada, gli elettori hanno riposto la loro fiducia nel governo. Il messaggio chiaro è che i canadesi approvano il nostro piano che prima di tutto punta a rafforzare il Paese, a diversificare le nostre politiche con partner affidabili e a costruire un Canada forte per tutti", è stato il commento di Carney.Il confronto muscolare sui dazi fra i due giganti nordamericani si è trasferito anche sulla linea di confine e sulla sua toponomastica. Giovedì Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per modificare il nome del Lago Ontario in Lago America – attraverso cui passano circa 300 chilometri del confine fra Stati Uniti e Canada - in quella che lui stesso ha definito come una risposta alla guerra commerciale con Carney.“Abbiamo un golfo e abbiamo un lago, ora tutto quello che ci serve è un oceano. potremmo cambiare il nome dell'Atlantico o del Pacifico, magari quello di entrambi", ha detto Trump mostrando dal resolute desk una cartina con "Lake America" scritto in rosso sopra il lago Ontario.Anche in questo caso la risposta di Carney ha associato la fermezza al sarcasmo dei toni. “Sappiamo che l'America sta cambiando. Le loro relazioni commerciali, la loro politica estera, i loro monumenti nazionali, i loro idronimi", è stata la provocazione del primo ministro su X: "I canadesi sanno che la realtà significa chiamarlo lago Ontario, oggi, ora e sempre".