La tregua commerciale tra Stati Uniti e Canada è durata pochi giorni. I negoziati per evitare una nuova ondata di dazi sono falliti nella notte tra venerdì e sabato e, alle 00:01 di sabato, ora della costa orientale americana, sono entrate in vigore le tariffe del 50% su centinaia di prodotti canadesi. I nuovi dazi colpiscono merci per un valore superiore ai 28 miliardi di dollari, tra cui compensato, cemento, vino e altri alcolici, apparecchiature elettriche, prodotti di plastica, mobili, carta e attrezzature per l’hockey. In una fase precedente si era parlato di un valore vicino ai 20 miliardi di dollari, riferito alle categorie inizialmente individuate nei negoziati. Le tariffe sono state applicate dall’amministrazione del presidente Donald Trump sulla base della Sezione 338 del Tariff Act del 1930, una norma risalente alla Grande Depressione che consente alla Casa Bianca di imporre dazi fino al 50% contro Paesi ritenuti discriminatori nei confronti del commercio statunitense.

L’intesa preliminare sembrava vicina dopo la decisione di Trump di sospendere per tre giorni l’entrata in vigore delle tariffe. Il presidente aveva annunciato che Washington e Ottawa avevano raggiunto un accordo, subordinato ad un'ultima revisione dei documenti. Il governo canadese aveva però precisato che restavano da definire diversi punti importanti. Nel corso della settimana i negoziatori avevano discusso una riduzione al 15% dei dazi sulle automobili prodotte in Canada, il dimezzamento al 25% delle tariffe su acciaio e alluminio e l’eliminazione del dazio statunitense del 10% sul legname canadese. Ma nelle ultime ore le posizioni si sono nuovamente allontanate.