BOLZANO. «Basta proteste, le gite scolastiche devono ripartire». È l’appello che arriva dall’Alleanza per le famiglie dell’Alto Adige alla vigilia del nuovo anno scolastico, dopo un periodo segnato dalla mobilitazione del personale docente e dalle conseguenti limitazioni alle attività che si svolgono fuori dalle aule.

L’associazione precisa di non voler mettere in discussione le ragioni degli insegnanti. Al contrario, riconosce come legittime diverse delle rivendicazioni portate avanti dalla categoria: retribuzioni adeguate, recupero dell’inflazione, pagamento dei viaggi d’istruzione, adeguate coperture assicurative e maggiori risorse per l’inclusione. Il punto, però, è un altro: secondo l’Alleanza, il confronto sindacale non può tradursi in una compressione prolungata delle opportunità educative offerte agli studenti.

Da qui la richiesta di sbloccare immediatamente gite didattiche, viaggi d’istruzione e collaborazioni con personale ed esperti esterni, senza attendere la conclusione delle trattative sul piano contrattuale.

Per le famiglie, infatti, le attività fuori dalla scuola non possono essere considerate un elemento secondario del percorso formativo. Uscite, progetti e incontri con specialisti rappresentano occasioni concrete di apprendimento, soprattutto quando affrontano temi che difficilmente possono essere esauriti tra i banchi: dalla prevenzione delle dipendenze al contrasto del bullismo, fino allo sviluppo delle competenze digitali.