Il settore siderurgico si trova di fronte a un bivio storico in cui la produttività industriale deve rispondere a vincoli ambientali e sanitari sempre più stringenti. Il trattamento dei reflui delle acciaierie rappresenta una delle sfide ingegneristiche più complesse a causa di un mix altamente tossico di metalli pesanti, oli, idrocarburi e solidi sospesi.

Questa urgenza è drammaticamente evidente nel contesto italiano: lo stabilimento ex Ilva di Taranto è al centro di una serrata corsa contro il tempo, stretto tra i decreti del Governo per garantire la continuità operativa e i pesanti ultimatum della magistratura per completare le bonifiche ambientali ed evitare il fermo dell’area a caldo.

In questo scenario di profonda transizione strutturale, l’ottimizzazione delle risorse idriche diventa un pilastro fondamentale. Per approfondire abbiamo contattato Alex Bettinardi, alla guida del product management di De Nora water technologies: l’integrazione di processi avanzati all’ozono, i sistemi Aop e l’innovazione elettrochimica possano trasformare radicalmente il revamping dei grandi impianti storici, garantendo la conformità agli scarichi, l’efficienza energetica e il passaggio definitivo verso un’economia idrica di tipo circolare.