La siderurgia italiana riduce le emissioni e investe in economia circolare, ma la decarbonizzazione profonda del settore è frenata da tecnologie ancora sperimentali e piani aziendali poco verificabili. È questa, in sintesi, la conclusione a cui giunge un’analisi realizzata dal Wwf in collaborazione con l’Università di Trieste. Nella seconda edizione del report “Acciaio verde: a che punto siamo in Italia” non solo viene fornita una foto della situazione attuale, ma vengono messe sul piatto una serie di raccomandazioni per centrare gli obiettivi climatici.
Esponenti del Panda e ricercatori universitari spiegano nel documento che il settore siderurgico italiano sembra compiere passi in avanti verso la decarbonizzazione, ma al tempo stesso segnalano che il percorso verso un acciaio realmente a basse emissioni appare ancora incompleto.
L’analisi analizza le strategie e le performance delle principali aziende elettro-siderurgiche del Paese sulla base dei bilanci di sostenibilità e dei report Esg pubblicati nel 2025 e riferiti all’anno fiscale 2024: dagli interventi di efficientamento alle applicazioni dell'economia circolare, dai consumi idrici alle emissioni della supply chain, questa nuova analisi targata Wwf fornisce un quadro completo su dove sta andando davvero l’acciaio italiano.






