HomeUmbriaCronacaOcchio ai divieti di sosta. Multa, l’importo è errato. E il giudice la cancellaNel preavviso lasciato dagli agenti la cifra era giusta, ma la società che ha redatto il verbale ha indicato un ammontare più elevato. Comune condannato a 218 euro.La vicenda nata da un errore materiale nella compilazione di un verbale della società incaricata dal Comune e arrivata davanti al Giudice di PaceRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSul motociclo la sanzione doveva essere di 41 euro, ma nel verbale ne sono stati indicati 87. Il Giudice di Pace dà ragione alla ricorrente e ora Palazzo dei Priori deve pagare anche le spese legali. Una multa da poche decine di euro finisce per costare al Comune di Perugia 218,87 euro. È l’epilogo di una vicenda nata da un errore materiale nella compilazione di un verbale della società incaricata dal Comune e arrivata davanti al Giudice di Pace.
Tutto comincia il 6 maggio 2024, quando in piazza Italia viene contestata a una donna la sosta sul marciapiede del suo motociclo Ktm. Nulla da eccepire, sul piano della contestazione della violazione. Il problema nasce dall’importo indicato nel verbale: 87 euro. Una cifra errata, perché quella somma riguarda la sanzione prevista per le autovetture. Per i motocicli, invece, l’importo minimo previsto dal Codice della strada è di 41 euro, che con la riduzione per il pagamento nei termini scende a 28,70 euro. Ed è proprio questa cifra, peraltro, quella che gli agenti avevano correttamente indicato nel preavviso lasciato sul mezzo. La proprietaria decide quindi di rivolgersi al Giudice di Pace, assistita dall’avvocato Mauro Orsini Federici. Il Comune prova a difendersi spiegando che l’errore non era stato commesso dagli operatori sul posto, ma nella successiva elaborazione automatizzata del verbale da parte della società Maggioli incaricata dal Comune di redigere e inviare i verbali. L’amministrazione sottolinea inoltre che la cittadina avrebbe potuto rivolgersi all’Ufficio contravvenzioni per ottenere la correzione dell’atto senza arrivare in tribunale e che non si può dichiarare nullo il verbale, quanto applicare eventualmente la sanzione giusta. Ma il Giudice di Pace Roberto Pomanti non accoglie la tesi del Comune e dà ragione alla ricorrente. Il verbale viene così travolto dall’errore sull’importo e l’ente viene condannato anche al pagamento di 150 euro di spese di lite, oltre agli accessori. E poi la determina dirigenziale mette nero su bianco la liquidazione: 218,87 euro complessivi a favore della professionista. La spesa viene finanziata con il capitolo di bilancio destinato alle prestazioni e alle spese relative ai procedimenti giudiziari. Il paradosso è evidente: una sanzione che, se pagata correttamente, avrebbe comportato 28,70 euro, si trasforma in un esborso pubblico di oltre sette volte tanto.







