La società Marinedi intima al Comune di dare immediata e completa esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 20 agosto. L’atto firmato da Renato Marconi è stato inviato anche all’Agenzia del Demanio e alla Regione Marche. La vicenda riguarda la decisione con cui, nel maggio 2025, il Consiglio comunale dl Porto San Giorgio assegna senza gara la gestione del porto turistico alla partecipata Sgds Multiservizi. La società dell’ingegnere Marconi fa ricorso contro tale deliberato al Tar delle Marche che lo respinge. Il Consiglio di Stato però in appello lo accoglie e annulla il provvedimento del comune in quanto, secondo lo stesso consiglio di Stato, non poteva scegliere l’in house come soluzione temporanea senza spiegare le ragioni del mancato ricorso al mercato, confrontarne la convenienza con una gara e valutare i benefici per investimenti, qualità del servizio, costi per gli utenti e finanza pubblica.
Per Marinedi, la sentenza è passata in giudicato e pienamente esecutiva. La concessione interessa oltre 229 mila metri quadrati di demanio marittimo destinati al porto turistico e, secondo la società, deve essere affidata mediante una selezione pubblica. Da qui le richieste: far cessare gli effetti dell’incarico a Sgds, non riproporlo senza i necessari presupposti e pubblicare l’istanza depositata nel luglio 2025 e rinnovata in ottobre. L’iter indicato dovrebbe consentire il confronto tra più progetti per completare e gestire l’infrastruttura, garantendo pubblicità e concorrenza. Sollecitata anche la nomina del responsabile del procedimento. L’amministrazione dovrà comunicare entro sette giorni gli atti e il cronoprogramma. In caso di inerzia, omissione o rifiuto, Marconi si riserva iniziative anche risarcitorie per il protrarsi della situazione e la perdita di chance competitive. Al Demanio si chiede di prendere atto dell’annullamento, tutelare il patrimonio, assicurare la continuità del servizio nelle more di una nuova selezione ed esercitare la vigilanza. Alla Regione vengono segnalati responsabilità ed effetti finanziari legati, secondo la nota, alla mancata percezione del canone.






