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La vittima, alta un metro e ottanta con un «peso di 86 chilogrammi», aveva «una fisicità» con «ogni evidenza, più facilmente riscontrabile in un individuo maggiorenne che non in un ragazzino di soli tredici anni». E' quanto scrive la gup di Milano Francesca Ballesi nelle motivazioni della sentenza con cui il 4 giugno ha condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione, con rito abbreviato, Randi Martinez Despaigne, 28enne cubano, imputato per l’omicidio del 13enne Hazem Ahmed, avvenuto nel maggio del 2025 in viale Vittorio Veneto nel capoluogo lombardo, al culmine di una lite durante una compravendita di droga.La giudice, infatti, con quel verdetto con lo sconto di un terzo previsto per il rito, ha confermato il capo di imputazione di omicidio volontario, ma oltre a riconoscere all’imputato, difeso dall’avvocato Lamberto Rongo, le attenuanti generiche, ha fatto cadere l’aggravante della minore età della vittima per un cosiddetto «errore scusabile». Ha ritenuto che il 28enne «non fosse a conoscenza, durante la realizzazione della condotta criminosa, della reale età della vittima, assumendo che la stessa fosse maggiorenne».
E ciò «se solo si considera che la fisionomia e la corporatura» del ragazzo «erano tali da risultare compatibili con quelle» di un maggiorenne. In più, si legge ancora nelle motivazioni, l’imputato «non era legato da alcuni tipo di rapporto» con il 13enne, e non poteva conoscere, quindi, la sua «effettiva età». Quell'aggravante specifica, spiega ancora la gup, si deve ancorare «ad un coefficiente di prevedibilità concreta circa l'effettiva età della vittima, che non si ravvisa» in questo caso.Contro la condanna a poco più di 9 anni per omicidio hanno protestato i familiari del 13enne, tra cui i genitori e i fratelli, assistiti dall’avvocato Francesco Egidi. Il 28enne era stato arrestato a seguito delle indagini dei carabinieri, coordinate dalla pm Francesca Crupi. Il ragazzo era morto dopo due settimane di ricovero in ospedale per una grave ferita al costato e un polmone perforato per via di più coltellate. Stando all’imputazione, il cubano quel pomeriggio "nel corso di una colluttazione» con il 13enne era riuscito a togliergli il coltello che aveva in mano, dopo averlo colpito «con un tirapugni di plastica».







