Settembre segna per molti l’inizio della stagione di caccia. Alla casa in affitto, soprattutto quando si parla di studenti e lavoratori fuorisede. Ma quest’anno trovare una stanza senza prosciugare il budget familiare è ancora più difficile. Pesano l’inflazione, che ad agosto ha toccato il 3,3% e il carrello della spesa che in cinque anni è cresciuto quasi del 30%, secondo lo studio del Sole24Ore. Sul mercato incide anche il moltiplicarsi degli studentati privati, che in molte città – soprattutto Milano – sta ridisegnando le logiche della domanda. Alla vigilia del nuovo anno accademico, l’indagine condotta da SoloAffitti restituisce l’immagine di un’Italia a più velocità, in cui mutano esigenze, capacità di spesa e priorità. Cambiano soprattutto i tempi della domanda e le priorità di chi cerca una stanza. Con l’introduzione del semestre filtro per Medicina le domande di affitto tendono a concentrarsi tra settembre e ottobre, con l’avvio dell’anno accademico, e poi tra febbraio e marzo. Le scelte ricadono prevalentemente sulle stanze singole dotate di wifi e vicine agli atenei. Al Sud acquista peso anche la presenza dell’aria condizionata, mentre cresce l’interesse per formule con canone e spese incluse. Fondamentale nella partita degli affitti, poi, è la maggior selettività del mercato. La domanda cresce dove l’offerta formativa delle università è percepita come più innovativa, mentre ristagna nelle realtà che richiamano meno. La forbice territoriale resta molto ampia: dai 150 euro al mese per una stanza singola a Potenza, fino alle punte di 1000 per case in fascia “premium” a Roma, come attorno alla Luiss. Un segmento a parte riguarda le stanze doppie in immobili già destinati agli affitti brevi e riconvertiti in case per studenti, che arrivano a costare 1200-1500 euro al mese.Un caso a parte è Milano. Nel capoluogo lombardo una stanza singola costa tra 500 e 650 euro, con valori massimi che raggiungono i 700 euro. Ma anche qui ci sono delle novità: le richieste di stanze in case private scende con il successo degli studentati, soluzioni abitative specificamente destinate agli universitari e spesso dotati di ogni tipo di servizio, dal cambio biancheria, alla mensa e alla palestra.Per gli studenti, però, il canone non è soltanto una voce di spesa. Quando il costo dell’alloggio diventa insostenibile, scegliere un ateneo lontano da casa smette di essere una possibilità concreta. Il tema degli affitti entra così nel perimetro del diritto allo studio. Negli ultimi anni, da Nord a Sud, le tende davanti agli atenei hanno reso visibile proprio questo nesso: il diritto alla casa come condizione materiale per poter studiare.Il caso più interessante è Pisa, città che ospita l’Università statale, la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, e che ogni anno accoglie centinaia di fuorisede. Secondo il report di SoloAffitti il canone di una stanza singola oscilla tra i 350 euro e i 500 euro al mese, ma con l’inizio dell’anno accademico si è riacceso il confronto tra chi chiede un rafforzamento dell’offerta pubblica e chi, invece, propone anche l’impiego di strutture private per garantire posti letto agli studenti. Jacopo Matrone, rappresentante di Sinistra Per… nel consiglio di amministrazione del Diritto allo studio universitario punta il dito contro gli affitti brevi e gli studentati per fuorisede con maggior disponibilità economica. In una città con un numero limitato di unità immobiliari, sostiene, una parte degli alloggi viene convertita in strutture ricettive e un’altra in residenze private per universitari, con ulteriori effetti sul mercato. La soluzione secondo Sinistra Per… passerebbe dal ripristino dell’affitto concordato, da un regolamento regionale che limiti la proliferazione di B&b e da un maggiore investimento negli alloggi pubblici. Di tutt’altro avviso Matteo Latrofa, esponente di Azione universitaria in Senato accademico, che accusa la regione di non aver garantito un numero sufficiente di posti letto pubblici, lasciando migliaia di studenti senza casa. La soluzione potrebbe essere affidarsi ai privati, ma usando Dsu, il Diritto allo Studio Universitario, come intermediario che acquisti i posti letto dalle strutture per poi assegnarle agli studenti a prezzi calmierati.
In Italia gli studenti fanno sempre più fatica a trovare casa: complici l'aumento dell'inflazione e degli studentati privati
Il report di SoloAffitti sulla situazione immobiliare di universitari fuorisede. La forbice territoriale è molto ampia: dai 150 euro per una stanza singola a Po










