Il vento della politica soffia sull'83/a edizione della Mostra del Cinema che parte domani a Venezia. E proprio nell'anno che vede, in controtendenza, il ritorno di Nanni Moretti con una storia d'amore, di puro disimpegno. Non che sia una novità: già l'anno scorso il filo dominante furono Gaza e la guerra in Medio Oriente, ma si parlò anche di Putin, di conflitto nucleare e, prima dell'apertura, nacque Venice4Palestine (V4P), collettivo di lavoratori e personalità del cinema più vivo che mai.
Poi arrivò in concorso il film 'miccia' che fece detonare il dibattito e vinse il Leone d'Argento - Gran premio della Giuria, 'The Voice of Hind Rajab' di Kaouther Ben Hania, che quest'anno siede tra i giurati: gli ultimi istanti di vita di una bambina palestinese, trascorsi al telefono con i soccorsi mentre cercava riparo al fuoco dell'esercito israeliano.
Da qui le indiscrezioni, poi smentite, da parte di testate internazionali specializzate come Deadline e Variety, su un possibile annullamento della conferenza stampa della giuria per evitare domande e risposte troppo politiche sui temi di attualità, come la guerra a Gaza, da parte della presidente Maggie Gyllenhaal, della stessa Kaouther Ben Hania come degli altri giurati: Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat, Johnnie To.












