Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDifendere la causa dello scrivere a mano suona po’ strano, per chi è nato prima dei personal computer e dei cellulari, ma la Grande Trasformazione nella quale ci troviamo immersi da una trentina d’anni ha fatto sì che coloro che hanno scritto le Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo trovassero necessario ribadire l’importanza della scrittura a mano. Questa Grande Trasformazione non riguarda naturalmente soltanto gli atti del leggere e dello scrivere. In un bel libro recente sulla mercificazione delle ragazze (Girls®: Gen Z and the Commodification of Everything), Freya India ha osservato: «Siamo state la prima generazione a imparare a flirtare su Instagram, a cercare di trovare l’amore adolescenziale scrollando i profili sui social network. Siamo stati i primi ad avere i nostri visi e i nostri corpi classificati e giudicati sui social network prima ancora di aver raggiunto la pubertà, i primi a documentare la nostra adolescenza per un pubblico online».

Tra questi molti non invidiabili primati, nessuno dei quali scelto ma tutti indotti dal nuovo ambiente comunicativo creato dalla rete, c’è dunque anche questo: abbiamo tra noi, sui banchi dell’università, non la prima ormai ma la seconda generazione che è stata invitata e a volte costretta ad abbandonare la carta e la penna a vantaggio della lettura e della scrittura su supporto digitale.