Vannacci, è inutile nascondercelo, è un comunicatore eccellente. Nella sua breve carriera politica ha messo a segno un risultato clamoroso (il mezzo milione di preferenze ottenute nelle elezioni europee del 2024,) ma anche il flop eccezionale da lui subìto alle elezioni regionali dell’anno successivo (2025) quando, in Toscana, la Lega da lui guidata con i pieni poteri a lui conferiti in questa Regione da Matteo Salvini, si collocò addirittura al di sotto della soglia di sopravvivenza, ottenendo solo il 4,5 per cento dei voti e riuscendo a far eleggere un solo candidato regionale al posto degli otto leghisti che erano nel consiglio precedente.

Per capire le mosse future di Vannacci nel suo ruolo di presidente di Futuro Nazionale, FN, che è il suo nuovo partito, è bene partire da queste due sue vicende politiche per cercare di comprendere perché la prima ebbe successo, mentre la seconda si rivelò un disastro. Per ottenere il successo nelle elezioni europee Vannacci giocò tutte le sue carte sul libro dal titolo “Il mondo al contrario” che, nella certezza che non sarebbe stato pubblicato da un editore importante, Vannacci piazzò subito su Amazon dove, a quei tempi, vendevano solo i libri che non avevano trovato un editore, tomi quindi destinati ai familiari o a pochi estimatori. Come mai allora il libro del generale riuscì a vendere 250 mila copie in un paese dove gli autori stappano champagne dalla gioia se riescono a venderne 5 mila?