La Pubblica amministrazione è il bersaglio preferito dagli hacker. Nel 2025 la Pa italiana ha concentrato oltre il 28% degli incidenti cyber registrati e gli attacchi andati a buon fine sono aumentati di quasi il 290%. Una pressione che riflette una tendenza diffusa anche a livello europeo, dove gli enti pubblici assorbono oltre il 38% delle minacce complessive.

Sono alcune delle evidenze raccolte all'interno del report “Cybersecurity, Frodi e Data Privacy”, realizzato da Deloitte per la prima edizione di WeSec - Il Salone della sicurezza, promosso dall’Abi.

La risposta del CSIRT e l'aumento degli investimenti

In Italia, l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) ha intercettato oltre 1.100 attacchi diretti alla macchina pubblica nel corso del 2025. Perlopiù si tratta di azioni dimostrative, ma non mancano aggressioni insidiose, mirate a compromettere i fornitori di servizi web degli enti locali o a esporre dati di archivi pubblici.

Il nostro CSIRT nazionale (Computer Security Incident Response Team) ha gestito 2.729 cyber attacchi nel 2025, registrando una crescita mensile media del 38%. Gli incidenti con impatto confermato sono saliti solo del 7%, fermandosi a 615 casi grazie al rafforzamento preventivo, che ha permesso di condividere oltre 800.000 indicatori di minaccia e inviare 47.000 allarmi agli enti interessati.