Gli attacchi informatici si evolvono e sono sempre più sofisticati. Nei primi sei mesi del 2025 sono aumentate del 14% le offensive cyber contro le aziende italiane, sia pubbliche che private. Così emerge dal rapporto “State of Cybersecurity” commissionato da Aused, l'Associazione di utenti dei sistemi e delle tecnologie dell'informazione, e condotto da Certego, parte del Gruppo Vem e partecipata dal Gruppo Crif.
L'indagine ha coinvolto un campione di 200 grandi aziende italiane, per un totale di 1.200.000 asset monitorati. Il cloud, il network e gli endpoint (dispositivi fisici che si connettono e scambiano informazioni con una rete di computer) continuano a essere i principali punti di accesso attraverso i quali si verificano le intrusioni degli hacker. In Italia, secondo Deloitte, il 52% delle aziende prevede un aumento degli investimenti in cybersecurity entro i prossimi due anni, in considerazione del crescente numero di attacchi che ogni anno subiscono. La quota della spesa It destinata dalle imprese alla prevenzione nei prossimi mesi è attesa spiccare il volo, sulla spinta delle nuove minacce, ma anche dell'irrigidimento delle normative. I dazi continuano tuttavia a rappresentare un elemento di incertezza in grado di rimescolare le carte e di determinare nuove priorità negli investimenti per il prossimo futuro.






