Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiRoberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi, ha le idee molto chiare: la prossima Finanziaria dev’essere a favore delle Pmi, le piccole e medie imprese, con un programma ben nutrito: Ires premiale che divenga una misura fissa; rateizzazione della plusvalenza; una micro Sabatini per le piccole imprese e piccoli investimenti a burocrazia zero; la riduzione dei costi di energia e lavoro; e un aiuto per gli investimenti in tema di IA, l’Intelligenza artificiale. Cominciamo dall’Ires premiale strutturata: «Nel 2025 – dice Capobianco - abbiamo la possibilità con i bilanci chiusi nel 2026 di avere una riduzione dal 24 al 20%, ma solo per l'anno di imposta del 2025. Bisogna che questo diventi un qualcosa di strutturale per aiutare le aziende a reinvestire. Quindi se questa è stata una misura giusta e utile per il 2025, dobbiamo far sì che sia strutturale».

Segue poi la rateizzazione della plusvalenza. Per il presidente di Conflavoro Pmi, «se ho un macchinario che ho ammortizzato per 5-10 anni e lo voglio rivendere, quel macchinario che vendo mi fa reddito di imposta e pago le tasse nell’anno in cui ho venduto. Poi che faccio? Quando vendo il vecchio, di solito compro il nuovo», spiega Capobianco. «E oggi – aggiunge –, con l’innovazione tecnologica e l’IA, le aziende hanno bisogno anche per competere in un mercato globale molto agguerrito in termini di tecnologia». Perché è innegabile: in Italia «La nostra manifattura è obsoleta. Però se io devo vendere e non ho più la possibilità di poter rateizzare la plusvalenza, quindi di rateizzare le tasse da pagare, e quando compro il nuovo invece devo ammortizzare in più anni, mi ritrovo addosso un ulteriore costo».