La Polonia sta costruendo il più grande esercito terrestre d’Europa e, parallelamente, sta cambiando anche la geografia delle proprie forniture militari.

Varsavia sta spostando sempre più gli acquisti verso i produttori nazionali e, più in generale, verso le aziende dell’Europa centrale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori lontani e difficili da mobilitare rapidamente in caso di emergenza.

La svolta è evidente nei numeri.

Secondo i dati dell’Agenzia polacca per gli armamenti, analizzati da Reuters, la spesa per gli approvvigionamenti della difesa da aziende domestiche, comprese le joint venture con società di Paesi europei, è quasi quadruplicata dal 2022, arrivando a 30,4 miliardi di zloty (circa 8,15 miliardi di dollari) nel 2025.

La guerra in Ucraina ha imposto un accelerazione alla spesa militare europea, ma per Varsavia il rafforzamento delle forze armate è diventato una priorità assoluta: condividendo un confine con l’Ucraina e considerando la Russia una minaccia esistenziale.