Investimenti record, nuovi sistemi d’arma occidentali e un piano per portare le forze armate a 500 mila uomini. Ecco come la Polonia punta a diventare la principale potenza terrestre europea della Nato entro il 2030

La Polonia vuole trasformarsi nella principale potenza militare terrestre europea entro la fine del decennio. Un obiettivo che Varsavia non nasconde più e che riflette la crescente percezione della minaccia russa lungo il fianco orientale della Nato, soprattutto dopo oltre quattro anni di guerra in Ucraina. “Entro il 2030 la Polonia avrà l’esercito più forte e più grande d’Europa”, ha dichiarato il vicepremier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz durante la conferenza “Defense24 Days” tenutasi a Varsavia. Una dichiarazione che sintetizza l’ambizione strategica del governo polacco: costruire una forza armata numerosa, moderna e altamente interoperabile con gli standard Nato.

Un report della Jamestown Foundation si sofferma sull’analisi di quanto fatto e predisposto sino ad ora da Varsavia per raggiungere il suo obiettivo. Il piano prevede l’espansione delle forze armate fino a 500 mila uomini, di cui 300 mila militari professionisti e 200 mila riservisti. Parallelamente, Varsavia sta investendo somme senza precedenti nella modernizzazione delle proprie capacità terrestri, aeree e navali. Il budget della difesa ha ormai raggiunto i 200 miliardi di zloty, pari a circa 55 miliardi di dollari, rendendo la Polonia uno dei Paesi Nato con la più alta spesa militare in rapporto al Pil. Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), Varsavia destina oggi circa il 4,5% del Pil alla difesa, un livello superiore a quello di molte delle principali economie occidentali dell’Alleanza Atlantica. Dal 2016 la spesa militare polacca è cresciuta di oltre il 200%, accelerando ulteriormente dopo l’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022.