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Questa settimana la Polonia ha iniziato a installare un nuovo sistema antiaereo sul suo confine orientale per difendersi da nuove eventuali incursioni di droni russi nel suo spazio aereo: lo scorso settembre l’esercito polacco aveva abbattuto alcuni droni russi che erano entrati nei confini del paese, danneggiando degli edifici. Al tempo il ministro degli Esteri, Radosław Sikorski, aveva detto che si trattava di droni senza munizioni, e li aveva descritti come un tentativo della Russia di mettere alla prova le capacità di risposta della Polonia. Nello stesso periodo alcuni droni russi o non identificati erano entrati nello spazio aereo di diversi altri paesi europei.

Intervistato dal Guardian questa settimana, il viceministro della Difesa polacco Cezary Tomczyk ha detto che il sistema inizierà a essere operativo entro i prossimi sei mesi, ma che ci vorranno circa due anni per completarlo. Includerà diversi livelli di difesa, fra cui mitragliatrici, cannoni, missili e sistemi per disturbare e intercettare i droni: alcuni verranno attivati solo in caso di invasione o guerra, mentre altri verranno usati anche in tempo di pace. È un progetto per certi versi simile a quello che alcuni leader europei avevano proposto di implementare a livello europeo lo scorso ottobre, dopo i primi sconfinamenti dei droni russi, ma farlo è complicato.