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Mercoledì lo spazio aereo della Polonia è stato violato da alcuni droni russi, durante un attacco della Russia contro l’Ucraina occidentale. L’aeronautica militare polacca ha sparato contro i droni, attivando le proprie difese aeree e quelle della NATO. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha detto che la Polonia chiederà l’attivazione dell’articolo 4 del trattato fondativo della NATO, cioè l’articolo che prevede l’inizio di “consultazioni” tra i paesi dell’alleanza per decidere cosa fare.

È la prima volta che un paese membro della NATO – l’alleanza militare di parte dei paesi europei e di quelli del Nord America – spara contro obiettivi di questo tipo dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio del 2022. Tusk ha detto di avere informato il segretario della NATO Mark Rutte di quanto accaduto e di aver convocato, mercoledì mattina, una riunione d’urgenza sulla sicurezza con i propri ministri. Nella notte lo spazio aereo sopra parte della Polonia è stato chiuso: l’aeroporto di Varsavia ha sospeso temporaneamente i voli, che sono poi ripresi in mattinata con vari ritardi e difficoltà.

Parlando mercoledì mattina al parlamento, Tusk ha detto che la prima violazione si è verificata intorno alle 23:30 di martedì, l’ultima intorno alle 6:30 di mercoledì mattina. Ha anche detto che ci sono state in tutto 19 incursioni con droni, e che diversi di questi (il numero esatto non è chiaro) sono stati abbattuti da aerei sia polacchi sia di paesi alleati della NATO, tra cui i Paesi Bassi. Secondo Tusk, nessuna persona è rimasta ferita come effetto «delle azioni della Russia». Mercoledì sera inoltre ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha accusato la Russia di aver deliberatamente mandato i droni nello spazio aereo della Polonia, e che quindi non ci sia stata nessuna deviazione nella loro rotta verso l’Ucraina.