Attualmente oltre 15.000 satelliti attivi orbitano intorno alla Terra e le richieste depositate presso l’International Telecommunication Union (ITU) per milioni di nuovi satelliti suggeriscono che questa cifra potrebbe aumentare significativamente nei prossimi decenni. Il problema è che, con la crescita dei satelliti, aumenta anche il “rumore”. Sono più “rumorosi” dei segnali provenienti da galassie lontane, delle stelle che esplodono e del gas freddo, che raggiungono i telescopi degli astronomi con un’intensità quadrilioni di volte inferiore rispetto alle emissioni provenienti dai satelliti.Per gran parte del secolo scorso, l’utilizzo di osservatori situati in luoghi remoti e in zone radio protette e silenziose ha garantito agli astronomi il silenzio necessario per ascoltare i “sussurri”. Oggi i satelliti lo rendono molto più difficile.Ad affrontare ed approfondire l’argomento, in un articolo intitolato “Proteggere il silenzio: come astronomi e operatori satellitari possono condividere il cielo”, pubblicato sul sito dell’ITU, sono stati Balthasar Indermuehle, scienziato responsabile della gestione dello spettro presso la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) australiana e presidente del Working Party 7D dell’ITU-R, e Ashley VanderLey, consulente senior presso l’Office of International Science and Engineering della National Science Foundation (NSF) degli Stati Uniti e vicepresidente del Working Party 7D dell’ITU-R.Indice degli argomenti
Sempre più satelliti nello spazio: così astronomi e operatori possono condividere il cielo - CorCom
La crescita delle costellazioni satellitari rischia di aumentare le interferenze con la radioastronomia. Due esperti dell'ITU spiegano come astronomi e operatori possano condividere il cielo attraverso prevenzione, monitoraggio, coordinamento in tempo reale e regole internazionali. Così si tutela la ricerca e cresce la space economy







