“Forse il ruolo simbolico della madrina è un po’ invecchiato. Essere in due significa dialogare, mi evito il classico discorsetto”. Greta Scarano condurrà apertura e chiusura dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia insieme a Nicolas Maupas. Una soddisfazione che è arrivata a 40 anni appena compiuti, un film da regista e il secondo in cantiere. In Laguna è giunta con tutta la famiglia al seguito: “Non ho portato il cane e mi dispiace”, ha scherzato in un’intervista a La Repubblica. Il tono della serata, ha spiegato l’attrice, sarà leggero: “Non voglio salire sul palco e spiegare agli altri che penso del mondo. Io e Nicolas siamo prima di tutto spettatori e amiamo il cinema. Vorremmo essere leggeri, senza perdere profondità”.
Leggerezza sì, ma anche consapevolezza. Il ruolo istituzionale non cambierà la presa di posizione di Scarano sul genocidio a Gaza: “Ho firmato un appello per la Palestina alla Biennale, perché la luce su ciò che accade si è un po’ spenta. Non smetterò di dire ciò che penso sul genocidio, come sui rifugiati ucraini e sull’ambiente“, ha precisato l’attrice. Per il figlio, “provo moltissima paura, dall’altra riesco ancora a sperare grazie a lui. Vorrei che potesse vedere un mondo meno ingiusto e distrutto del nostro”.













