A Venezia 83 l’attrice e conduttrice inaugura il festival con il tradizionale bagno al Lido. In mano, un ventaglio a forma di anguria, simbolo di solidarietà alla Palestina
Le scale dell’Hotel Excelsior, la sabbia sotto i piedi nudi, il mare del Lido davanti agli occhi. Greta Scarano ha aperto Venezia 83 con uno dei rituali più fotografati della Mostra del Cinema: il tradizionale bagno al Lido. Un gesto che accompagna simbolicamente, ogni anno, l’inizio del festival. Ma questa volta a catturare gli obiettivi non è stato solo il tuffo in mare. In mano, Scarano ha portato con sé un ventaglio a forma di fetta d’anguria. Un dettaglio che assume un significato preciso: un messaggio contro la guerra a Gaza e di sostegno alla causa palestinese. L’anguria è infatti diventata negli ultimi anni un simbolo della solidarietà alla Palestina, grazie ai suoi colori – rosso, verde, bianco e nero – che richiamano quelli della bandiera palestinese.
Greta Scarano e l’appello Venice4Palestine
Il gesto arriva a pochi giorni dal nuovo appello di Venice4Palestine, il movimento nato nel 2025 per portare la questione palestinese al centro del dibattito della Mostra. Scarano è tra le firmatarie dell’edizione 2026 dell’appello, insieme, tra gli altri, ad Annie Ernaux, Roger Waters, Matteo Garrone, Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca, Isabel Coixet e Nan Goldin. Tra le richieste rivolte alla Biennale e alla Mostra c’è anche quella di esporre la bandiera palestinese per tutta la durata del festival, in occasione della presenza di due film palestinesi nella selezione ufficiale. L’appello chiede inoltre maggiore trasparenza nella filiera cinematografica e la sospensione degli accordi con enti e istituzioni legati al governo israeliano.











