HomeLuccaCronacaFilm Festival, la sfida: "Resistere al mainstream e all’opera commerciale"Mattia Fiorino racconta i criteri usati per scegliere i dodici lungometraggi "Spesso è anche solo un dettaglio a fare la differenza nella selezione".Mattia Fiorino, uno dei curatori della selezione del concorsoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciResistere al mainstream e alle banalità dell’opera commerciale. È anche da qui che passa la distanza tra un film "da cinema" e un lungometraggio "da festival". E tra i 259 lavori arrivati ai curatori del concorso del Lucca Film Festival, solo dodici potevano essere i prescelti. Alcuni giorni fa sono usciti i titoli e i nomi di chi sarà chiamato a giudicarli. Una giuria d’eccezione, composta dal regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarunas Bartas, dalla costumista Franca Squarciapino e dall’attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino. Abbiamo intervistato uno dei curatori, Mattia Fiorino, che si è occupato dei lungometraggi insieme a Stefano Giorgi.

C’è un filo rosso che lega le dodici opere? "Il filo rosso è latente. I film della selezione tentano di resistere alla piaga del mainstream eccedendo nelle durate, nei silenzi o nella verbosità, nei formati e nelle tecniche. Ci dicono qualcosa di un certo cinema contemporaneo e festivaliero che tenta di resistere, come può, alle banalità dell’opera commerciale".