Tre succhi di frutta, uno all’uva e due ai frutti di bosco. È uscita per andare a comprare la merenda per i suoi fratelli. Sabato, appena finito il pranzo. Non è riuscita a ritornare a casa da sola. Ha 13 anni. In quel minimarket di Madonna di Campagna, estrema periferia Nord di Torino, il negoziante l’ha violentata in mezzo agli scaffali. Un uomo di 42 anni. Erano soli, il titolare non c’era. Le telecamere hanno ripreso tutto. Non solo quella violenza sessuale. Ma anche un altro abuso, avvenuto 40 minuti prima, commesso dallo stesso uomo verso una donna adulta che non è ancora stata identificata. Due violenze in meno di un’ora. Quindi, per chi indaga, il profilo del sospettato è quello di un recidivo. Quello stesso sabato i poliziotti hanno fermato l’autore del reato. Ma dopo due notti al Lorusso e Cutugno, l’arrestato è stato scarcerato dal gip. La motivazione è basata su questi elementi: l’uomo è incensurato, è parso «collaborativo» perché ha consegnato agli agenti i filmati delle videocamere. Il «trauma dell’arresto» basterebbe come deterrente. E infine, il fermato avrebbe «mostrato resipiscenza». Durante l’udienza di convalida ha affermato di «essere dispiaciuto». Non si è sottoposto all’interrogatorio. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere», ha premesso, difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo. Il commerciante è libero da ieri pomeriggio. Libero di tornare a lavorare, e sottoposto a una delle misure di custodia cautelari più blande: l’obbligo di firma. Un obbligo che «il medesimo potrà concordare con l’autorità» e senza spostarsi dalla sua zona, cioè, andando a firmare nel commissariato più vicino. Il pm Paolo Cappelli, che coordina l’inchiesta, aveva chiesto al gip il carcere: «Vi è il concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie». Troppo grave il reato contestato, la violenza sessuale, aggravato dalla giovanissima età della persona offesa, di cui l’uomo era «pienamente consapevole», ha sottolineato il pm. Non solo. In 40 minuti l’indagato ha violentato due persone, ha rimarcato. La madre di questa ragazzina, che vive poco lontano dal minimarket, una madre che lavora, forse non sa ancora che l’uomo che ha abusato di lei è tornato libero. Ma sa che il trauma della figlia è difficile da dimenticare. E da affrontare. I poliziotti nel verbale hanno scritto: «Era molto scossa, molto agitata, è stato attivato il protocollo Bambi in ospedale». Quando è uscita dal minimarket, ha fatto pochi passi a piedi. Poi è crollata. «Non riuscivo più a muovermi», ha detto agli agenti. «Mi sentivo disgustata. Mi è venuta la nausea. Ho chiamato subito mia madre e le ho raccontato tutto. Poi mi sono bloccata. Ero vicino a una lavanderia e ho telefonato a un mio amico. Gli ho detto che non stavo bene. Avevo paura. Sono rimasta sul marciapiede seduta finché non è venuto a prendermi».