Nessuna riapertura di Schengen per il momento, anzi, va in scena lo stesso copione di un mese fa. Lo scontro a distanza tra Italia e Spagna, dovuta all'ondata migratoria di Ceuta, prosegue a colpi di proroghe sui controlli alle frontiere anche se i toni sono meno aspri.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi chiama al telefono il collega iberico, Fernando Grande-Marlaska, e annuncia che va avanti: la sospensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone - già scattata lo scorso primo agosto - durerà per altri quindici giorni. E come già accaduto in passato, Madrid risponde poco dopo con la stessa moneta: la Spagna a sua volta prolunga per due settimane "per reciprocità" i controlli frontalieri dei passeggeri provenienti dall'Italia: un provvedimento partito per la prima volta lo scorso 8 agosto.
Video Ceuta, Piantedosi: 'La proroga allo stop di Schengen è necessaria'
Gli ultimi sviluppi non colgono di sorpresa Bruxelles, dove la mossa di Roma viene letta nella logica finora adottata dall'esecutivo Meloni. La speranza, però, è che le schermaglie a colpi di proroghe finiscano al più presto. Intanto, sulle motivazioni e sulla proporzionalità della misura presa dal governo italiano un mese fa è in corso un 'assessment' da parte della Commissione europea. Che tuttavia non è tenuta a comunicare l'esito della valutazione al singolo Paese né a renderlo pubblico. L'ultima risorsa a disposizione di Palazzo Berlaymont sarebbe quella di aprire una procedura d'infrazione, ma tra i corridoi della capitale non tira aria di decisioni drastiche o di improvvisi colpi di scena. A spiegare le ragioni della proroga è Piantedosi, secondo il quale l'Italia ha preso "una decisione motivata dal fatto che c'è una valutazione fatta dagli specialisti che si riuniscono nel Comitato di analisi della sicurezza delle frontiere": secondo fonti del governo, a Ceuta ci sarebbero ancora tra i cinque e i diecimila migranti.












