La decisione sulla riapertura o meno delle frontiere aeree e marittime con la Spagna dovrebbe arrivare lunedì, ma per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi la situazione a Ceuta "è tutt'altro che migliorata". A una manciata di giorni dalla scadenza del mese di sospensione dell'accordo Schengen - che ha portato dall'1 agosto al rispristino dei controlli in porti e aeroporti per i passeggeri in arrivo dal Paese - il titolare del Viminale descrive un quadro ancora "complicato". "Per stessa ammissione di fonti aperte di matrice spagnola - afferma Piantedosi, intervistato alla kermesse 'La piazza - Il bene comune' a Ceglie Messapica - si tratta di un numero variabile tra i 5 e i 10mila migranti ancora presenti lì, quasi tutti non identificati o non compiutamente identificati". E parla anche di un "allarme" da parte di agenzie di intelligence spagnole riguardo "possibili soggetti con una caratterizzazione jihadista". Parole che lasciano ipotizzare un possibile prolungamento del provvedimento. "Faremo una valutazione serena" assicura il ministro annunciando che "la decisione definitiva" verrà presa "il giorno stesso" della scadenza, ossia il 31 agosto. Di certo, ribadisce, "non c'è mai stata una volontà di scontro col governo spagnolo" o con la Spagna che definisce un "paese fraterno". E mentre per i media spagnoli la linea sarebbe già definita - "Meloni si prepara a prolungare il braccio di ferro con la Spagna per Schengen" titolava oggi il quotidiano La Vanguardia riferendo che l'esecutivo italiano "si prepara a prorogare" la misura "prevedibilmente almeno per un mese" - dall'enclave in Marocco arrivano notizie di nuovi tensioni. Quattro migranti, tra cui un minorenne, sono stati arrestati dopo un'imboscata contro un dispositivo militare di controlli nella notte tra venerdì e sabato. Un sergente sarebbe rimasto lievemente ferito alla testa, cadendo nel tentativo di bloccare uno dei presunti aggressori. L'attacco segue di appena 24 ore uno simile registrato nella notte fra mercoledì e giovedì nel quartiere di Benzù, vicino alla frontiera. In quel caso si sono registrati cinque feriti per il lancio di pietre e 12 arresti di migranti di origini marocchine. Una situazione su cui è intervenuto il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri che lancia l'affondo: "Ma come, la crisi di Ceuta non era finita dopo appena 24 ore? - afferma - È passato quasi un mese e scopriamo che la realtà è l'esatto contrario: ancora 5mila di quanti entrati a fine luglio sono rimasti a Ceuta, ogni giorno ci sono disordini, aggressioni a militari e forze dell'ordine, tensioni con la popolazione locale, comprensibilmente esasperata. Per non parlare del rischio malattie infettive. Sanchez, il campione delle 'porte aperte', delle sanatorie-spot, è stato costretto dai fatti a varare una normativa più determinata per contrastare l'immigrazione illegale e difendere le frontiere. Siamo al 'contrordine compagni'. Mentre il commissario Ue alla Migrazione Magnus Brunner sottolinea di accogliere "con favore le misure aggiuntive che la Spagna ha adottato negli ultimi giorni per rispondere alla situazione, che rimane complessa. La priorità - sostiene - resta garantire il rapido rimpatrio di tutti coloro che permangono illegalmente a Ceuta". Brunner assicura, inoltre, di essere "pienamente impegnati a tutti i livelli per garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione. Abbiamo ricevuto una richiesta di ulteriore supporto dalla Spagna, incluso quello di Frontex, Europol e l'agenzia per l'Asilo EUAA - aggiunge - Stiamo già lavorando sulla richiesta e prenderemo una decisione rapida".
'Ceuta ancora in crisi', Roma valuta un nuovo stop a Schengen - Notizie - Ansa.it
Piantedosi: 'Decidiamo lunedì'. I media spagnoli: 'L'Italia prorogherà per un altro mese' (ANSA)











