Fino a tre indicazioni sulla stessa scheda, alternanza di uomo-donna nelle liste e massimo sette candidati
Il centrodestra ha compattato le proprie forze e si appresta a presentare in commissione Affari costituzionali al Senato un emendamento unitario destinato a ridefinire i meccanismi della legge elettorale in costruzione. La proposta introduce ufficialmente il voto di preferenza per la scelta dei candidati nei collegi plurinominali, rafforzando il legame diretto tra gli elettori e i propri rappresentanti nelle istituzioni in vista delle prossime elezioni.
La novità principale risiede nella possibilità di esprimere fino a 3 preferenze sulla stessa scheda, che recherà i contrassegni delle liste e i nomi dei candidati, sia per il collegio sia per le liste circoscrizionali collegate all’eventuale premio di governabilità. L’unica eccezione riguarda la figura del capolista, il cui nome figura sulla scheda ma non è soggetto all’espressione delle preferenze individuali. Per garantire un’effettiva rappresentanza e la parità di genere, l’emendamento stabilisce che ciascuna lista sarà composta da 7 candidati e la loro collocazione dovrà seguire rigorosamente un ordine alternato uomo-donna, pena l’inammissibilità. Durante la votazione, in caso di preferenze multiple, l’elettore dovrà indicare candidati di sesso diverso: l’eventuale mancato rispetto dell’alternanza comporterà l’annullamento della seconda e della terza preferenza. Viene, inoltre, posto un limite alle pluricandidature, fissando a un massimo di 5 i collegi plurinominali in cui uno stesso candidato può presentarsi.











