ROMA – Dodici ragazzi detenuti nell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo sarebbero stati vittime di violenze e torture da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Roma e, oggi, trova una conferma significativa nelle parole del Giudice per le Indagini Preliminari che, nell’ordinanza con cui tre agenti sono stati interdetti dal servizio per un anno, parla esplicitamente di tortura. Per Antigone si tratta di un passaggio di enorme gravità, che impone una risposta istituzionale immediata.
Le prime segnalazione dall’interno dell’istituto di pena. Antigone aveva ricevuto - anche da alcuni operatori interni all’istituto di pena minorile - segnalazioni su violenze all’interno di Casal del Marmo. Sulla base di quelle informazioni, già nel luglio 2025, aveva presentato un esposto alla Procura della capitale. “Avevamo anche segnalato quanto emerso alle autorità istituzionali, compreso il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità”, ha precisato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
La vicenda di Casal del Marmo, che segue quella relativa all’IPM Beccaria di Milano, secondo Antigone non può però essere affrontata soltanto come una vicenda giudiziaria. L’ordinanza del gip richiama infatti una situazione di profondo degrado dell’istituto e sottolinea come le condotte contestate non possano essere giustificate dalle condizioni in cui versava il carcere minorile.










