Pubblicato il: 31/08/2026 – 18:55

PALMI «Non è stato un incidente e non è stato un atto di vandalismo. È stato un messaggio, mandato di notte, da chi non ha il coraggio di guardare in faccia le persone». Procopio Romeo rompe il silenzio dopo l’incendio che, nella notte del 27 agosto, ha distrutto la sua automobile a Palmi. Imprenditore e vicepresidente del Gruppo Giovani Costruttori di Ance Reggio Calabria, Romeo affida a un post pubblicato sui social la sua prima lunga riflessione sull’episodio. La vicenda è stata denunciata alle forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità. «Ho sporto denuncia. Ringrazio le forze dell’ordine per la tempestività e per il lavoro che stanno svolgendo – scrive Romeo – e ho piena fiducia che arriveranno a chi ha agito e a chi eventualmente ha mandato». Sulle possibili responsabilità l’imprenditore sceglie però di non aggiungere altro: «Le valutazioni spettano a chi indaga e sarà quella la sede».

«Colpito per il lavoro che faccio»

Romeo indica invece con chiarezza quella che considera la ragione dell’intimidazione. «Una cosa però la dico. Quello che è successo non riguarda l’uomo, riguarda l’imprenditore: sono stato colpito per il lavoro che faccio». Parole alle quali accompagna la volontà di non modificare il proprio percorso. «Chi ha voluto spaventarmi ha sbagliato persona. Ho costruito la mia attività con il lavoro, rispettando le regole e pagando le tasse. Continuerò esattamente come prima: nessun cambio di rotta, nessun passo indietro». L’imprenditore non nasconde neppure la paura provata dopo quanto accaduto. «Sarebbe ipocrita dire di non aver provato paura. È un sentimento umano e chi intimidisce ci conta sopra». Una paura che, sottolinea, non condizionerà però le sue scelte: «La paura non decide al posto mio: decidono le mie scelte, e la mia scelta resta la legalità».