di

Roberto Pezzali

Esiste un solo modo per misurare le prestazioni della TPU del processore Tensor di Google rispetto alla NPU di uno Snapdragon, e con un po' di fatica ci siamo riusciti. Il risultato è tutt'altro che scontato.

Da anni Google ci racconta che il componente in assoluto più importante, all'interno dei suoi processori Tensor, è la TPU disegnata e progettata da DeepMind. Un componente custom, la una versione adattata a un utilizzo mobile di quelle TPU che Google stessa usa nei nodi dei suoi datacenter per l'inferenza di Gemini. D'altra parte il nome scelto per il processore, Tensor, richiama proprio il tipo di calcolo alla base delle reti neurali e sottolinea quanto l'accelerazione dell'intelligenza artificiale sia centrale nella progettazione di questi chip.

Del Tensor G6 e del Pixel 11 abbiamo già parlato in modo molto approfondito nella nostra recensione, ma davanti a un processore che comunque non brilla per prestazioni della CPU e che offre prestazioni sul fronte grafico abbastanza deludenti, ci siamo chiesti se davvero Google non abbia speso "silicio" per la TPU, preparando il terreno per uno smartphone pensato esclusivamente per l'IA agentica e per funzioni AI che ancora devono arrivare.