Da Roma a Pescara, residenti e gruppi politici denunciano apertamente il collasso del servizio e chiedono interventi urgenti alle amministrazioni comunali
Il dibattito sulla gestione dei rifiuti urbani è tornato a infuriare con forza nel Paese, alimentato dalle recenti denunce da parte degli amministratori locali dei centri urbani. Le segnalazioni e le proteste sollevate da comitati civici e gruppi politici, come il caso specifico del movimento guidato da Domenico Pettinari a Pescara, mettono in luce un problema comune: il sistema di raccolta porta a porta mostra evidenti segni di cedimento nei contesti urbani ad alta densità.
La raccolta porta a porta non funziona
Passeggiare tra i vicoli storici o nei quartieri centrali delle città italiane offre, purtroppo, uno scenario ben poco edificante di marciapiedi invasi da sacchetti dell’immondizia depositati fuori dagli usci fuori orario. A farsi portavoce del malcontento sono stati in questi giorni l’amministratore pubblico Pettinari, a Pescara, che punta il dito contro l’inefficacia del servizio, e i rappresentanti dei municipi e i comitati civici locali in Puglia e nella Capitale che denunciano apertamente il collasso del modello.
Le ragioni di un fallimento









