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Giovedì è uscito al cinema Tony, l’atteso film biografico sullo chef e divulgatore statunitense Anthony Bourdain, morto suicida a 61 anni nel 2018 e diventato da allora uno dei personaggi più noti e celebrati di Internet. Perché alla fama che aveva ottenuto da vivo con i suoi libri, articoli e programmi televisivi si è aggiunta nel tempo l’ammirazione di nuove generazioni che lo hanno conosciuto dopo la sua morte attraverso foto, aforismi, meme e altri contenuti diffusi sui social, dove le cose che lui aveva detto e fatto continuano a circolare tantissimo.
Come altri biopic recenti di grande successo, il film non racconta tutta la vita di Bourdain ma solo un momento specifico: l’inizio della sua carriera. Lo ha diretto Matt Johnson, già regista di BlackBerry nel 2023, e il protagonista è interpretato dal ventitreenne Dominic Sessa, che si era fatto notare in un altro film del 2023, The Holdovers, con Paul Giamatti, in cui faceva la parte di un giovane studente.
Anche Tony è una storia di formazione, come si dice di quelle in cui il protagonista è giovane e impara cose. È ambientato nel 1975 a Provincetown, in Massachusetts, dove Bourdain è un diciannovenne newyorkese che trova lavoro come lavapiatti in un ristorante di pesce, il Flagship. A Provincetown ci è finito perché dopo il liceo ha deciso di seguire la compagna per cui si era preso una cotta, Nancy, ma non ha un soldo.













