Ingegnere, qual è stato il modello di gestione che vi ha permesso di governare contemporaneamente svariate decine di cantieri, superando ostacoli complessi come espropri, varianti geologiche e contenziosi amministrativi?

È stato un tema straordinariamente sfidante gestire un numero così elevato di interventi complessi in contemporanea. Per riuscirci, abbiamo applicato un modello di project management basato su una governance centralizzata, ma fortemente radicato sul territorio grazie alla presenza di referenti regionali dedicati. In quest'ottica, abbiamo valorizzato le sedi territoriali integrando figure specialistiche verticali, dedicate specificamente a nodi critici come le procedure di esproprio e la gestione del contenzioso.

Con questa rete capillare abbiamo fissato obiettivi annuali rigorosi ed effettuato monitoraggi periodici costanti, che ci hanno permesso di implementare tempestivamente specifiche azioni correttive e di fare tesoro delle esperienze maturate sugli interventi in stadio più avanzato.

Inoltre, l'attivazione di costanti e strategiche interlocuzioni del Commissario con le istituzioni centrali, regionali e comunali, con gli appaltatori dei lavori e con le altre figure tecniche di supporto, è stata la vera chiave di volta: ci ha consentito di ottimizzare i tempi procedurali e di superare in modo preventivo e dinamico le diverse criticità riscontrate sul campo.