La Struttura Commissariale è in scadenza il prossimo 7 agosto: guardando a questa transizione immediata, quali sono le prossime tappe rimaste aperte e cosa dovrà fare concretamente chi erediterà la gestione per azzerare le sanzioni residue?
La prima cosa che sottolineerei è che non bisogna ripartire da zero. Oggi esiste un quadro tecnico molto più chiaro, sono state definite le responsabilità e, per gli interventi ancora aperti, sono stati individuati percorsi attuativi precisi. La priorità di chi subentrerà dovrà quindi essere garantire continuità a questo metodo di lavoro.
A Pisticci bisognerà trasformare rapidamente quanto già impostato in cantieri e opere funzionanti, mantenendo la visione unitaria tra depuratore e collettamento. A Irsina occorrerà completare il percorso di monitoraggio e assumere le decisioni progettuali sulla base dei dati geotecnici, mantenendo il coordinamento con gli interventi sul dissesto. Sugli interventi conclusi sarà invece fondamentale completare senza ritardi tutte le verifiche funzionali, la documentazione e il reporting necessari perché il risultato sia riconosciuto anche formalmente in sede europea.Questo ultimo aspetto è decisivo: un'opera completata non coincide automaticamente con l'uscita da una procedura di infrazione. Bisogna dimostrare la corretta delimitazione dell'agglomerato, i carichi effettivamente generati e raccolti, la funzionalità delle reti e degli impianti e la conformità rispetto agli articoli contestati. Proprio per questo abbiamo lavorato molto anche sul Reporting 2026 e sulla ricostruzione del rapporto tra agglomerati, reti, impianti e interventi, guardando già alla progressiva applicazione della nuova Direttiva europea 2024/3019.






