Otto mesi dopo l'arresto di Nicolás Maduro in Venezuela, il futuro energetico del Paese ha preso una svolta che ridisegna la mappa geopolitica globale. Come ha rivelato in esclusiva il "The Wall Street Journal" ("WSJ"), l'amministrazione Trump sta valutando un piano ambizioso e insolito affinché lo stesso dipartimento della Difesa degli Stati Uniti assuma il controllo diretto degli asset e delle infrastrutture petrolifere del Paese caraibico attraverso alleanze strategiche con la compagnia statale PDVSA.
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La strategia non punta solo a destinare i proventi del greggio a finanziare la ricostruzione nazionale e indennizzare le società espropriate in passato, ma anche a espellere in modo definitivo l'influenza militare ed economica di potenze come Cina, Russia e Iran dalla maggiore riserva di petrolio del pianeta.
Il piano arriva accompagnato da cifre che si contraddicono tra loro, mentre la guerra con l'Iran che sta svuotando la riserva strategica statunitense, e con un'ironia politica che non è passata inosservata a Caracas: a firmare la cessione delle riserve è Delcy Rodríguez, la stessa dirigente chavista che per anni ha accusato l'opposizione di María Corina Machado di voler "regalare" il Paese a Washington.











