Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è in piazza Municipio a tre anni dell'omicidio del promettente musicista Giogiò Cutolo, assassinato da un ragazzino all'epoca minorenne mentre tentava di difendere un amico aggredito in una lite per il parcheggio di un motorino.

"Mio figlio è stato ucciso da feccia. Il killer di mio figlio viveva in condizioni di brutalità culturale. Ma Giogio' è di tutti, per questo qua ci sono esponenti di tutti i partiti. Su queste cose non ci si divide", dice Daniela Di Maggio, la madre di Cutolo, che propone di intitolare al figlio piazzale Tecchio. "Basta con strada e piazze intitolate a esponenti del fascismo”.

La seconda tappa dell'inquilino del Viminale è la prefettura, per la definizione degli emendamenti al decreto sul bradisismo ai Campi Flegrei. In piazza, ad aspettarlo, un presidio di cittadini dell'area colpita dalle scosse, la più violenta il 31 luglio, magnitudo 4.7, che hanno raggiunto Napoli a bordo di pullman. Il dispositivo di viabilità, nel giorno di rientro dopo la pausa estiva, ha mandato rapidamente in tilt la circolazione nel centro di Napoli.

"La morte di Giogiò rappresenta una ferita per tutta la città. La violenza giovanile è diventata un'epidemia da combattere con l'impegno, il rispetto delle regole e istituzioni coese", afferma il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Accanto al ministro, il prefetto Michele di Bari e il presidente della Regione, Roberto Fico. Parla di "dolore incommensurabile" e "ingiustizia intollerabile" Fico. "Dobbiamo portare avanti tutte le azioni per rimuovere le cause culturali e sociali di eventi affinché non accadano più"