Chi dice che il tempo è galantuomo non ha mai fatto i conti con il dolore quando è grande, improvviso e spiazzante. Oggi sono due anni che la vita del giovane musicista Giovanbattista Cutolo, ormai noto universalmente come Giogiò, è stata recisa davanti a un pub in piazza Municipio per mano di un assassino di soli 17 anni. Tre colpi di pistola e svanì il sogno di un promettente suonatore di corno che a 24 anni aveva imparato a volare alto, nonostante le bassezze della vita. «La sua memoria vive con noi», ha detto ieri il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. La sua memoria vive soprattutto con i familiari, la madre Daniela Di Maggio, il padre Franco Cutolo, la sorella Ludovica, detta Lulù, più grande di lui di 14 mesi. E proprio il padre, regista e autore teatrale di collaudato e coraggioso talento, esce per una volta dal low profile che si è dato, da quella tragica notte del 31 agosto 2023, per parlare di suo figlio.