Maturità finita, poi il verdetto: non ammesso. Ma per uno studente con disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) quel giudizio non è stato l’ultimo atto dell’esame. È diventato l’inizio di un ricorso. E adesso il ragazzo avrà una seconda possibilità: il Tar del Lazio ha sospeso il provvedimento con cui una scuola superiore della zona Ardeatino aveva sancito il mancato superamento della maturità e ha disposto la ripetizione del colloquio davanti a una nuova commissione, composta da altri insegnanti.

Il ragazzo, assistito dall’avvocato Sirio Solidoro, aveva sostenuto regolarmente l’esame di Stato, ma era stato bocciato. Nel ricorso è stata contestata in particolare la valutazione del colloquio orale, approvata a maggioranza dalla commissione, e il modo in cui erano state considerate le caratteristiche legate al suo disturbo specifico dell’apprendimento. Da qui la richiesta di sospendere gli effetti della bocciatura e di procedere a una nuova valutazione.

La decisione del Tar

Richiesta accolta dal Tar, che ha ritenuto che la scuola dovesse tenere conto del Dsa dello studente nella valutazione della prova orale. Il colloquio dovrà quindi essere rinnovato davanti a una commissione diversa, chiamata a esprimere un nuovo giudizio.