ADRIA - Pesci protetti pescati e stipati in cassette senza alcun rispetto delle norme igieniche, e un furgone pieno di attrezzature da pesca non dichiarate e riconducibili al noto "bracconaggio silenzioso" nelle acque fluviali. Sono queste le circostanze in cui due uomini di 48 e 43 anni di origini romene e residenti ad Adria (Rovigo) sono stati fermati dai carabinieri forestali a bordo del proprio camion termico: per i due è scattata una denuncia per bracconaggio ittico nelle acque interne.

L'ispezione I due sono stati intercettati a bordo di un furgone isotermico refrigerato. Dai controlli è emerso come i due stessero rasportavando una serie di attrezzature professionali non dichiarate, che sarebbero riconducibili al bracconaggio "silenzioso": un gommone lungo circa 3 metri con un motore elettrico, una batteria di alimentazione e stivali da pesca.Il carico Gli uomini hanno poi esibito un Documento di Trasporto che dichiarava formalmente il carico di 700 chili di pesce siluro. Dagli accertamenti eseguiti da un veterinario della Ulss 5 però, è emerso ben altro: il prelievo di specie protette o soggette a divieto biologico regionale, come carpe, tinche e lucci. Dal lato igienico non è andata meglio: il pesce era ammassato in cassette di plastica immerse in un liquido insalubre, a diretto contatto con il gommone sporco e le attrezzature. Il pesce pescato è stato immediatamente dichiarato non idoneo al consumo ed è stata ordinata la sua distruzione immediata tramite una ditta specializzata. I documenti falsi Le indagini dell'Arma hanno poi evidenziato una «sistematica falsificazione documentale finalizzata a occultare l'origine del pesce», come si legge in una nota. Il documento di trasporto indicava infatti il Lago di Garda come luogo di cattura del pescato, nel tentativo di regolarizzarlo. I carabinieri forestali hanno proceduto al sequestro preventivo del veicolo, misura poi convalidata anche dal gip di Rovigo.