HomeBresciaCronacaPescano 140 salmerini senza autorizzazione: due pescatori d’alta quota nei guai in Valle CamonicaSi tratta di uno dei risultati dell’attività di controllo e repressione del bracconaggio ittico e venatorio da parte di ufficiali e agenti dei Nuclei Ittico-Venatorio e Ambientale della Polizia Provinciale di Brescia dell’aliquota Valle Camonica e Sebino. Denunciati anche tre cacciatoriAnche i pesci pescati sono stati sequestratiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCorteno Golgi (Brescia), 22 agosto 2026 – Un bottino di 140 salmerini, quasi tutti sotto i 22 centimetri previsti dalle prescrizioni per la pesca. Nei guai sono finiti due pescatori trovati in Alta Valle Camonica dagli agenti del nucleo ittico venatorio durante la consueta attività diretta alla tutela della fauna alpina in alta quota, nel comune di Corteno Golgi. I due stavano prelevando da un laghetto alpino esemplari di salmerino in gran quantità, pur essendo privi della licenza di pesca. Una volta fermati e identificati, ai due soggetti sono stati confiscati anche i pesci.
Il cacciatore abusivo
Si tratta di uno dei risultati dell’attività di controllo e repressione del bracconaggio ittico e venatorio da parte di ufficiali e agenti dei Nuclei Ittico-Venatorio e Ambientale della Polizia Provinciale di Brescia dell’aliquota Valle Camonica e Sebino. A Sale Marasino, durante l’attività notturna di antibracconaggio, dopo indagini serrate relative fenomeno di prelievo illegale degli ungulati, ha sorpreso un cacciatore munito di fucile carico con visore notturno e silenziatore che esercitava la caccia in orario notturno ed in periodo di divieto generale senza alcun tipo di autorizzazione. Fermato e identificato, l’uomo si è visto porre sotto sequestro l’arma, il silenziatore e tutte le cose pertinenti al reato, compresi alcuni coltelli. Inevitabile la denuncia all’Autorità Giudiziaria per aver esercitato illegalmente l’attività venatoria in periodo di divieto con mezzi vietati, quali il silenziatore artigianale, e con l’alterazione dell’arma. La posizione del bracconiere è stata aggravata dal possesso di coltelli senza giustificato motivo. L’operazione, con la quale il cacciatore di frodo è stato intercettato tempestivamente, nel corso di pattugliamenti mirati antibracconaggio, ha evitato l’abbattimento di un ungulato già finito nel mirino dell’uomo.






