HomeRavennaCronacaPesca in zone vietate. Sequestrate 4 imbarcazioniPer gli investigatori, grazie ad un apparato elettronico, veniva alterata la posizione aggirando i controlli. Immessi sul mercato 850 tonnellate di pesce .L’operazione della Guardia Costiera, coordinata dalla Procura di Ravenna a Porto GaribaldiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSui monitor risultavano in zone autorizzate, ma secondo gli investigatori pescavano altrove, anche in aree vietate. Coordinate false avrebbero permesso a quattro pescherecci di nascondere le rotte, aggirare controlli e immettere sul mercato oltre 850 tonnellate di prodotto ittico, per almeno 2 milioni di euro. Le battute avrebbero interessato un tratto dell’Adriatico settentrionale, per il 50% in acque ravennati. I controlli sono durati fino a maggio.

È quanto emerge da un’indagine durata sei mesi della Guardia Costiera di Ravenna, coordinata dalla Procura. I militari hanno sequestrato le quattro imbarcazioni, ormeggiate a Porto Garibaldi, insieme agli apparati elettronici, ai documenti di bordo e al materiale informatico. I motopescherecci, utilizzati per la pesca con reti da traino in coppia, avrebbero impiegato lo "spoofing": apparati capaci di alterare i dati dei dispositivi satellitari obbligatori. Mentre le barche operavano in aree interdette, i sistemi ufficiali le collocavano dove la pesca era consentita. Gli ispettori hanno affiancato alle indagini informatiche osservazioni in mare, controlli e pedinamenti a terra. Con sistemi GPS hanno confrontato le rotte percorse con quelle comunicate dai dispositivi di bordo.