Un caso di mercato, descritto in precedente articolo, imbattibile: da archiviare negli annali dei successi continentali. Ford Mustang fino alla fine degli anni 60 è il sogno automobilistico americano, bello e realizzabile. All’inizio degli anni 70, alla fine di quello che è il ciclo vita medio di un’auto, perde progressivamente fascino. Lo stile si omologa alle altre sportive stemperando il potenziale dirompente di quella pony car amata e desiderata. Conclusione inevitabile di un periodo, marcata anche dalla crisi energetica che spaventa, ponendo il cittadino americano di fronte alla realtà: sono finiti gli anni del boom economico.
Dagli anni 70 sembra che non solo Mustang, ma l’intera industria automobilistica americana si addormenti, perdendo la propria personalità. Dove, ben prima che in Europa, le auto sono identificate dall’anno-modello, Mustang non sfugge alla regola: le versioni prodotte dal 1972 in poi, non appaiono più irresistibili né seducenti. Le immagini ufficiali ammiccano al fascino pregresso, cercando di riproporlo nei tempi che cambiano, inutilmente.
Le Mustang di quel lungo periodo, risentono dello stile di ogni model year anche di altri costruttori, omologandosi in un paesaggio automobilistico uniforme. Alcuni estimatori e collezionisti ne hanno acquistate a prezzi risibili: modelli degli anni 80 e 90, peraltro ben fatti, ma che non si rivalutano né sono amati come i precedenti.








