Mustang. Quel nome evoca subito l'America profonda, quella dei drive-in polverosi, dei muscoli tatuati e di un rombo che sembra un ringhio primordiale, come se il motore fosse un predatore uscito da un western di John Ford.
Ma ecco che arriva la Dark Horse, la "cavalla nera", e improvvisamente ci ritroviamo proiettati in un futuro dove la nostalgia si mescola con la tecnologia, come un vecchio vinile suonato da un algoritmo.
Il latrato del V8
Da 0 a 100 in 4,4 secondi, 453 cavalli vapore che scalpitano sotto il cofano, 540 Nm di coppia che ti incollano al sedile: numeri freddi, certo, ma che nascondono un'anima calda, un latrato V8 che è quasi una sinfonia per orecchie educate al frastuono della vita moderna. Questa icona pony car, nata nel '64 quando il mondo era ancora in bianco e nero e i capelli cotonati, ora si prepara a conquistare sei continenti su sette. Manca solo l'Antartide, probabilmente perché i pinguini non apprezzano gli spoiler posteriori.
LE IMMAGINI - Nuova Ford Mustang Dark Horse







