Pur ancora lontana dalla sua versione ideale, l’Inter fa il suo anche a Cagliari e resta a punteggio pieno in testa alla classifica, in affollata compagnia. Decide Calhanoglu, in gol al primo tiro in porta, proprio come contro il Monza, là con una sventola da paura, qui con un colpo di biliardo, sempre rigorosamente da fuori area. Sembrava essere il primo gol di una lunga serie, e poteva anche esserlo, invece alla fine resta l’unico e buon per Chivu che Pep Martinez e soprattutto Bisseck mettano mani, piedi e testa per evitare il pareggio che avrebbe il sapore della beffa, ma che sarebbe anche l’equa punizione a tanto scialo. Già sabato col Napoli servirà una squadra più vicina a quella vera.Nel Cagliari spiccano il passo e le geometrie di Romano, un grande acquisto per Mancini, buono subito e non solo in prospettiva. E poi le sgasate di Maldini, che costringe Akanji, l’interista più in ritardo, al primo giallo della partita. Bene anche Mendy, 19 anni, coraggio, gamba e faccia tosta. Nell’Inter, Bastoni e Dimarco vanno a strappi e per lunghi tratti il binario buono è quello opposto, dove pure gioca Luis Enrique e non l’atteso Diouf. Ottimo Pavard, sempre concentrato, pulito negli interventi e puntuale negli inserimenti offensivi. Forse in troppi si erano scordati che tipo di giocatore fosse, quando sta bene come adesso. Grande prova di Barella, il migliore dell’Inter per distacco, che dopo 9 minuti emerge dai fischi con cui lo sommerge il suo ex pubblico e dà a Calha la palla del vantaggio. Tutti i numeri meno il punteggio raccontano un dominio: 15 tiri contro zero all’intervallo, alla fine sono 28 a 10. Caprile di parate veramente difficili ne fa solo una (su Dimarco nel pt), perché sono Lautaro, Pio, Luis Enrique, Bastoni e lo stesso Dimarco a mancare un gol dopo l’altro. A metà ripresa si rivede la ThuLa, perché Esposito lascia il posto a Thuram, in coda a un’ora generosa come sempre, ma meno brillante del solito. I cambi giovano più al Cagliari che all’Inter, perché Deiola in difesa è un azzardo e perché Fadera forse non è ancora buono per le ambizioni del Como, ma a Pisacane (che l’ha avuto in prestito da Fabregas) potrebbe presto rivelarsi molto utile. Lautaro di nuovo a secco, ma già meglio che col Monza. Stavolta, l’anello debole dell’attacco nerazzurro è proprio Thuram, che in mezz’ora di partita fa in tempo a iscriversi alla sagra del gol sbagliato (due volte). Trasparente il debutto di Jones.
Inter, basta Calha nell’isola felice
Pronostico rispettato dei nerazzurri che vincono in Sardegna grazie al gol del turco e restano a punteggio pieno. Sprecate tante occasioni











