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Paolo Tomaselli, inviato a Cagliari

La squadra di Chivu la sblocca subito con un tiro da fuori del turco, ancora in gol. Tante le occasioni sprecate, qualche rischio nel finale

Anche una antica legge del calcio (gol sbagliato-gol preso) si piega all’Inter: una litania di errori dei nerazzurri dopo il vantaggio iniziale di Calhanoglu non cambia il risultato. E pur rischiando grosso nel finale, con un salvataggio di testa di Bisseck su Adopo, Chivu si mette alla guida del treno delle prime, con la sfida al Napoli di sabato già dietro alla prossima curva.Stessa spiaggia, stesso mare, quindi. Nonostante una prestazione rivedibile in area avversaria: l’Inter ha l’abbonamento ai tre punti contro il Cagliari (10 vittorie nelle ultime 11 sfide) e tra una topica sottoporta e una parata di Caprile imbastisce a lungo le prime prove tecniche di dominio, lo stesso che ha avuto nella scorsa stagione contro le medio-piccole.

Come al debutto con il Monza i nerazzurri segnano subito, ancora con il regista turco, ancora con un tiro da fuori: stavolta quella di Calha è una raffinatezza, un colpo da biliardo che manda fuori tempo il portiere, forse coperto da Deiola. Sembra una serata tutta in discesa, ma l’Inter che crea tanto è vittima di una certa leziosità nell’ultimo tocco, oltre che del caldo intenso. I campioni d’Italia fanno sempre sentire il pericolo nell’aria all’avversario, ma finiscono un po’ in apnea, perché i sardi prendono coraggio con i cambi: l’eventuale pareggio non avrebbe fotografato l’andamento della partita, ma l’Inter deve essere più concreta.