HomeEsteriL’Islanda dice no alla UeBocciato il referendum con il 52,8%. Festeggiano sovranisti ed euroscettici. .Nella foto sopra, i sostenitori del No alla ripresa dei negoziati di adesione dell’Islanda all’Unione europea festeggiano l’esito del referendum consultivoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciVade retro, Ue. Si potrebbe sintetizzare così il No di Reykjavík al referendum sulla ripresa dei negoziati di adesione all’Unione europea, dove il 52,8% dell’elettorato ha confermato lo stop al prosieguo delle trattative per l’ingresso nell’unione doganale e, successivamente, l’adozione dell’euro. Un diniego che, di fatto, conferma la sospensione della domanda di adesione voluta dall’allora governo islandese (euroscettico) nel 2013.

Nonostante l’affluenza altissima con oltre 225mila votanti (82,5%), numeri impensabili alle nostre latitudini, la maggioranza degli islandesi non ha accolto la proposta dell’esecutivo di Reykjavík che parlava di ultima occasione: "Ora o mai più". Per la prima ministra Kristrún Frostadóttir a vincere però è stata la democrazia: "Non si tratta di una sconfitta politica - ha detto - ma è chiaro che il 53% della popolazione non desidera compiere in questo momento un passo più ampio. Considerando quanto sia ristretto il divario, è fondamentale che la posizione di tutti venga rispettata". E ha aggiunto: "Il governo non riprenderà le trattative di adesione durante questa legislatura".